Italia sul podio dell’Eurovision Song Contest

Dopo avervi segnalato le Vittorie ottenute dall’Italia all’Eurovision Song Contest – Eurofestival, vi segnaliamo anche gli altri anni in cui il nostro Paese è riuscito a conquistare le primissime posizioni… ecco i dati:

Medaglia d’Argento

Londra 1974 – Gigliola Cinquetti, “Si” – Dieci anni dopo il successo europeo, “Ola” ci riprova grazie alla vittoria a Canzonissima. Il regolamento dell’Eurofestival infatti aveva spostato troppo avanti la data massima entro la quale i brani dovevano risultare inediti, tagliando così fuori quelli di Sanremo.

Soltanto gli Abba con “Waterloo” (e probabilmente l’assenza della Francia, i cui voti erano spesso andati agli azzurri) privano la Cinquetti di una vittoria praticamente annunciata. L’Italia può godere del secondo posto della cantante veronese solo in differita, un mese e mezzo dopo.

La Rai infatti, aveva censurato il brano, temendo che il titolo potesse influenzare gli italiani nella scelta relativa al referendum sul divorzio, che si sarebbe tenuto di lì a poco. E dunque manda in onda la manifestazione solo a urne chiuse. La Cinquetti sbarca sul mercato inglese, francese e giapponese.

Gigliola Cinquetti - SI (Eurovision 1974)

Düsseldorf 2011 – Raphael Gualazzi, “Madness of love. L’Italia torna per la prima volta, dopo un’assenza che durava dal 1998, a partecipare all’Eurovision Song Contest. Per il nostro Paese viene scelto Raphael Gualazzi, fresco trionfatore della sezione Giovani di Sanremo con il brano “Follia d’amore”.

Il brano rimane lo stesso portato a Sanremo ma, come previsto da regolamento, viene ridotto a 3 minuti e il team che segue Gualazzi sceglie di portarlo cantato in parte in lingua inglese e in parte in italiano. Contro ogni più rosea aspettativa, bookmakers compresi, Raphael arriva secondo in finale, superando proprio all’ultima votazione, grazie ai 12 punti donati dalla Lettonia, Eric Saade, il rappresentante della Svezia e tra i favoriti di questa edizione.

Medaglia di Bronzo

Hilversum 1958 – Domenico Modugno, “Nel blu dipinto di blu”. La canzone in sé non ha alcun bisogno di presentazioni. Ancora oggi è l’inno italiano nel mondo. Basti solo sapere che dopo la partecipazione all’Eurofestival il brano diventa un successo planetario arrivando anche a vincere, unico brano non in lingua inglese ancora oggi, il prestigioso Grammy Awards. Modugno vince tre dischi d’oro: miglior canzone, miglior cantante, miglior album e Billboard gli assegna il premio “Canzone dell’anno”.

L’Espresso nell’agosto del 1958 può così scrivere nei titoli in copertina: Modugno ha conquistato l’America, ed a fine anno i dati di vendita sono esaltanti, battendo ogni record per un disco italiano fino a quel momento: ben 800000 copie in Italia e oltre 22 milioni nel mondo. Secondo i dati riportati dalla Siae, Nel blu dipinto di blu è stata la canzone italiana più eseguita al mondo dal 1958 ad oggi. Ancora oggi è la canzone più coverizzata della storia della musica (se ne contano versioni ufficiali di 114 artisti di tutto il mondo, in oltre 30 lingue)

Londra 1963- Emilio Pericoli, “Una per tutte”. Emilio Pericoli era il gregario che era stato affiancato a Sanremo a Tony Renis con cui aveva vinto, in doppia esecuzione, con questo stesso brano. Voce della radio italiana, era comunque ben noto all’estero, Stati Uniti compresi per la sua riproposizione di successi della storia italiana. Un successo che aumenterà ancora

Stoccolma 1975 – Wess e Dori Ghezzi, “Era”. I due solisti vivono negli anni 70 un lungo periodo di fama come coppia artistica. . Insieme vincono Canzonissima nell’anno 1974  con il brano “Un corpo e un’anima” (che anni dopo diventerà il jingle della campagna pubblicitaria dell’emittente televisiva satellitare a pagamento Sky) e vanno successivamente, nel 1975, a rappresentare l’Italia sul palco di Stoccolma. Il brano esce in quattro lingue, ma non si rivela tuttavia un successo.

Bruxelles 1987 – Umberto Tozzi e Raf “Gente di mare”. Cronaca di un successo annunciato. “Gente di mare”, di Umberto Tozzi e Raf arriva soltanto terza, ma è ancora oggi un successo in tutta Europa. La scelta italiana era stata netta: del resto Umberto Tozzi era il cantante del momento, avendo appena vinto, insieme a Gianni Morandi ed Enrico Ruggeri, il Festival di Sanremo con la mitica “Si può dare di più”.

Raffaele Riefoli, in arte Raf è uno degli autori di quel pezzo sanremese e mette anche la firma su questo pezzo. La presenza sul palco insieme a Tozzi segna il suo debutto in lingua italiana. Raf comunque, è già famosissimo in tutta Europa per via di “Self Control”, il suo pezzo d’esordio del 1984, coverizzato nello stesso anno da Laura Branigan.

Il pezzo, le cui parole sono di Giancarlo Bigazzi è decisamente “avanti” rispetto alla media di quelli presenti. Entra in concorso come quello “da battere” ma deve accontentarsi solo del podio. Secondo nelle nostre charts (27 settimane in classifica), entra nelle top ten anche in Austria, Svizzera e Svezia. Sul palco dell’Eurofestival con Tozzi e Raf ci sono un giovanissimo Marco Masini come tastierista e corista e Danilo Amerio come corista.

Vienna 2015 – Il Volo “Grande Amore. Sono loro a rappresentarci in questa edizione tenutasi in Austria, con lo stesso brano con cui i tre componenti del gruppo hanno vinto Sanremo 2015: “Grande Amore”. Per l’occasione viene solo ridotta la durata a 3 minuti (come prevede il regolamento), mentre non viene fatta nessuna traduzione del brano, che è stato eseguito totalmente in lingua italiana.

Il Volo si aggiudicano un ottimo terzo posto in finale, permettendo all’Italia di tornare sul podio, dopo il secondo posto ottenuto da Raphael Gualazzi nel 2011.

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